Cos’è un “progetto pazzo” e perché è la startup su cui investire

Lo scorso mese, commentando brevemente un post scritto da Fred Wilson, uno dei più importanti investitori della nuova scena newyorkese, ho affermato che, nella mia esperienza, ho sempre visto i venture capital seguire i trend, mai anticiparli. Un caro amico mi ha fatto notare come tale affermazione possa suonare stonata, inducendomi così a cercare di… Read more »

Lo scorso mese, commentando brevemente un post scritto da Fred Wilson, uno dei più importanti investitori della nuova scena newyorkese, ho affermato che, nella mia esperienza, ho sempre visto i venture capital seguire i trend, mai anticiparli. Un caro amico mi ha fatto notare come tale affermazione possa suonare stonata, inducendomi così a cercare di chiarire un aspetto che, mi sembra, non sempre è discusso tra chi si occupa di startup, angel e venture investing in Italia.

Una storiella che amo molto e che spesso racconto è quella dell’investitore, del manager, dell’imprenditore e dell’hooligan seduti uno accanto all’altro in un parco. Improvvisamente arriva una mosca che si posa sull’investitore che, infastidito, la scaccia. L’animale allora si alza in volo spostandosi prima sul manager e poi sull’imprenditore. Entrambi, però, la allontanano con un gesto secco. L’insetto allora va a posarsi sull’hooligan che, con mossa rapida, afferra la mosca, se la porta alla bocca e la mangia con gusto.

Poco dopo, un’altra mosca arriva volando sull’investitore e ancora una volta questi la scaccia con fastidio. Anche il manager, non appena la mosca si posa su di lui, l’allontana innervosito e allora l’animale vola sull’imprenditore. Stavolta è questi che, con mossa fulminea, cattura la mosca e poi, tendendo con un sorriso la mano con l’insetto imprigionato, chiede all’hooligan: «Ne vuole comprare una?»

Per quel che vale, la mia esperienza nel mondo delle startup è sempre stata questa: sono gli imprenditori (perchè uno startupper questo è: un imprenditore) che per primi individuano delle nuove opportunità di mercato che altri ancora non vedono o non comprendono appieno.

Quello che accade quando questi imprenditori si recano dagli investitori è che inizialmente la loro proposta lascia perplessi: semplicemente gli investitori (e gli specialisti del loro network, che costituiscono il riferimento che viene utilizzato per verificare la validità di una nuova proposta) non sono ancora pronti per afferrare appieno le implicazioni dell’opportunità che l’imprenditore presenta. Per rimanere nella metafora della storiella, a loro sembra semplicemente impossibile che qualcuno voglia mangiare delle mosche. E passano la mano.

Il processo viene poi iterato sino a quando l’imprenditore arriva a bussare alle porte di un investitore leader che per primo ha il coraggio di scommettere su una proposta eccentrica rispetto al mainstream, costituendo così il riferimento per tutti quegli investitori, e sono la grande maggioranza, che hanno un atteggiamento da follower.

Ma cosa caratterizza questi investitori leader? La risposta non è semplice. Qualche tempo fa, con i ragazzi di InnovAction Lab, abbiamo avuto l’opportunità di essere ricevuti dal managing director di Bessemer Venture Partner che ci spiegò come la loro politica fosse quella di investire in tre categorie di progetti:

1. quelli che avevano una componente tecnologica dirompente, cioè che risolvevano un problema tecnologico di base con un evidente impatto commerciale (ci parlò, come esempio, di un nuovo approccio che avrebbe sciolto alcuni vincoli produttivi nella fabbricazioni delle memorie allo stato solido, riducendo di conseguenza i costi di produzione di smartphone e tablet);

2. una seconda categoria era costituita dai progetti che risolvevano in modo brillante problemi business non legati alla tecnologia di base (in questo caso, ci fece come esempio quello di una startup che permetteva alle persone comuni di gestire il proprio computer come se fossero degli esperti di piattaforma e applicativi).

3. Infine, ci ha riferito che il fondo aveva oramai una così solida reputazione da potersi permettere il lusso di investire una minima parte dei propri soldi in “crazy projects”.

Un progetto pazzo, ci ha spiegato, è caratterizzato da un team di fondatori in gamba che propongono una visione così diversa dal mainstream che l’unico modo per verificare se hanno più o meno ragione è quello di investirci dei soldi. Era proprio la capacità di individuare questi progetti pazzi, ci disse, che, unita alla solidità degli investimenti più tradizionali, aveva contribuito a fare di Bessemer Venture Partner un investitore leader.

Esempi per certi versi diversi di investitori leader sono Paul Graham e il suo Ycombinator o Dave McClure con 500startups. Il successo di queste due iniziative, che in pochi anni sono divenute dei veri e propri trendsetter in un territorio altamente competitivo come la Silicon Valley, è legato a molti fattori che comprendono anche il network disponibile nella Bay Area e il modello di funding che permette di distribuire il rischio di investimento su un numero di startup elevato. Un ruolo certamente decisivo lo ha giocato il fatto che si tratta di iniziative che impiegano persone che hanno realmente fatto startup e che sono riuscite a mantenere non solo quella predisposizione al rischio che rende gli imprenditori dei tipi così speciali, ma hanno anche mantenuto una capacità di vedere il mercato direttamente, con i propri occhi. Si tratta di un punto cruciale, che non bisogna mai dimenticare: un investitore “tradizionale”, infatti, vede il mercato attraverso gli occhi del suo network e degli imprenditori che incontra. E’, dunque, sempre una visione mediata e mai, come nel caso degli imprenditori, diretta. Ed è per questo che, a mio avviso, ogni fondo di venture capital dovrebbe avere a bordo alcuni ex startupper, perché, almeno per un certo tempo, la loro capacità di vedere il mercato è di prima mano, basata sull’esperienza diretta, non mediata da altri, ed è dunque più adatta ad intercettare quei progetti pazzi che fanno di un semplice investitore un leader.

Sono sempre gli imprenditori ad individuare per primi i trend emergenti. Gli investitori leader sono semplicemente i primi che hanno la capacità di supportare tali imprenditori. La grande maggioranza degli investitori si limitano a seguire i leader. Se dunque fra i lettori di questo post ci fossero degli startupper che hanno delle idee pazze, allora il mio consiglio non può che essere uno: non perdete tempo a cercare di convincere i follower, andate direttamente dai leader, sono gli unici che forse vi ascolteranno. Buona fortuna.