Fontana, BizSpark: “Quando la creatività incontra la determinazione nasce una startup”

1200 startup hanno già partecipato al programma. Mario Fontana spiega cos’è Microsoft BizSpark Italia e perché per un’impresa italiana è utile partecipare

Mario Fontana 600x400

Mario Fontana è Startup Mentor, Principal Technical Evangelist di Windows Azure e Responsabile di Microsoft BizSpark per l’Italia. BizSpark è un programma internazionale dedicato a supportare e accelerare la crescita di imprenditori e startup.

Qual è la mission di BizSpark?

Il nostro obiettivo è agevolare un ambiente quanto più favorevole per la crescita di potenziali nuovi partner con cui fare business in futuro. BizSpark per tre anni fornisce un’ampia gamma di servizi gratuiti partendo dal proprio software con licenze perpetue, servizi di consulenza sul cloud, sia su tecnologia Microsoft che open source, lo sviluppo di app per Windows 8 e Windows Phone 8, servizi di visibiltà, networking e accesso agli investitori.

Per accedere al programma le startup devono avere alcune caratteristiche:

1. devono essere società private con fatturato annuo inferiore al milione di dollari,

2. devono essere sul mercato da meno di cinque anni,

3. devono sviluppare la propria idea usando la tecnologia.

Definisca una startup con un tweet…

Quando l’unione tra creatività e determinazione favorisce la creazione di un nuovo business scalabile e profittevole.

Cosa pensa delle startup italiane?

Ho incontrato più di 900 startup in meno di 2 anni. Ho trovato molto ingegno, molta voglia di fare e qualità tecnica medio alta. 
Però nella media hanno meno esperienza internazionale rispetto ai colleghi europei. L’inglese spesso è ancora un problema. Ma la difficoltà maggiore che vedo è orientarsi nel complicato panorama italiano di coloro che almeno sulla carta promettono di aiutare le startup. Sulla carta, appunto, sembrano tutti uguali mentre sappiamo che non e’ così…

Come vede l’ecosistema italiano dell’innovazione?

“Ecosistema” è un termine che evoca un’idea di equilibrio e di collaborazione. Purtroppo é difficile intravedere questo “equilibrio” in Italia. Abbiamo ostacoli creati da una burocrazia non al passo con i tempi; una politica che non riesce ad avere una “Vision” con la V maiuscola per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e un sistema composto da tante, tantissime realtà eterogenee che supportano le startup ma che faticano a fare sistema.

Per questo l’Italia è negli ultimi posti in termini di investimenti in Europa con conseguente ostacolo alla crescita. Più una startup è ad alto potenziale più patisce questa situazione.

La migliore fotografia della situazione italiana è nel libro di Riccardo Luna, “Cambiamo Tutto!”, dove sono evidenziate le carenze, ma anche le cause.

Aspetti positivi?

Ci sono indicatori importanti che danno speranza. Se ci pensiamo bene, nonostante tutte queste difficoltà, abbiamo molte eccellenze, tante startup, tanti giovani che fanno parlare di sé e delle proprie idee imprenditoriali non solo in Italia ma nel mondo. Questo è un segnale importante, forse il più importante perché dimostra la grande vitalità e qualità che abbiamo come nazione, come popolo. Non a caso uno degli obiettivi più ampi ed importanti di BizSpark è aiutare il paese a creare un migliore ecosistema intorno alle startup cercando di facilitare il network e la collaborazione tra tutti i principali attori del mondo dell’innovazione.

Perché un progetto per le startup?

Microsoft ha nel proprio DNA due fattori che la rendono a mio avviso unica in questo settore.

Il primo è la mentalità da startupper che si respira all’interno dell’azienda in tutti i suoi livelli e in tutti i gruppi. Nulla è scolpito nella pietra. Rapidità nei cambiamenti tecnologici e nel business sono la normalità da noi.

Il secondo fattore è l’approccio “partner-centrico” del nostro modo di lavorare, del nostro business model. Lavoriamo a stretto contatto con centinaia di migliaia di partner, oggi circa 700.000 in tutto il mondo, i quali sviluppano soluzioni di successo sfruttando le nostre tecnologie. Un recente calcolo ha dimostrato che per ogni dollaro guadagnato da Microsoft il partner in media ne guadagna 8.

Qual è il valore di questo rapporto?

Da noi le startup, prima di tutto, trovano le persone! Una delle difficoltà maggiori per le piccole aziende che entrano in contatto con un grande gruppo è riuscire a parlare con qualcuno, essere ascoltati. Le startup da noi trovano dei mentor “tecnologici” o in grado di dare visibilità alle idee di giovani talenti tramite programmi di visibilità marketing e un network internazionale. Microsoft attiva questo programma, di validità triennale, gratuitamente. L’unico obiettivo è facilitare la creazione di nuove aziende tecnologiche che, se vorranno, potranno essere partner sul mercato in futuro. Altro aspetto importante è che le persone del mio team sono esperte anche di tecnologie Open Source, soprattutto in ambito cloud.

Da quanto esiste il programma e quante sono le startup iscritte?

Questo è il quinto anno di vita di BizSpark. Ad oggi sono nel programma più di 1.200 aziende e progetti di impresa.

Quante startup che avete supportato sono diventate società?

Nei primi anni la media delle startup che entravano in BizSpark era in prevalenza composta da aziende appena costituite. Negli ultimi 2 anni e mezzo la situazione si è capovolta. Delle centinaia di progetti d’impresa che ogni anno supportiamo, soprattutto quando sono seguiti in sinergia con i nostri BizSpark partner, la percentuale di conversioni in aziende è superiore al 50%. Una media molto alta che ci conferma la validità delle attività di mentorship e di sinergia con i principali incubatori ed acceleratori d’impresa italiani.

Le tre startup di cui siete più orgogliosi?

Sicuramente MopApp, primo classificato all’European Bizspark Summit del 2011, Paperlit, secondo classificato all’European Bizspark Summit 2012, e MusixMatch unica startup italiana ed europea presente con un’app durante il lancio mondiale di Windows 8.

Le tre startup italiane che attualmente hanno il potenziale più elevato?

In questo momento sicuramente: Staq, GamePix e Spreaker.

Perché?

Per tutte e tre vale sicuramente la qualità del team tecnico e di business. In più per Staq c’e’ l’esperienza internazionale, per Spreaker la competenza e l’esperienza nel creare startup e per GamePix la grinta e la tenacia di tutto il team!

Il miglior consiglio per uno startupper?

Entrare in Bizspark perché permette di avere come business partner un’azienda internazionale che può facilitare e velocizzare il networking mondiale. Mentre il miglior consiglio tecnico è di adottare fin da subito una mentalità cloud per sfruttare le enormi possibilità non solo di scalabilità e risparmio economico ma anche di integrazione ed espansione con nuovi potenziali business partner.

Le tre cose che non possono mancare a uno startupper?

Grinta e propensione al cambiamento. Scegliere molto accuratamente i propri partner capaci di supportare la startup nelle difficili sfide di un mercato globale molto veloce e aggressivo. Confrontarsi con persone che hanno avuto esperienze all’estero.