Perché sono le università il vero trampolino di lancio delle startup

A Singapore le università evolvono velocemente per fare fronte ai mutati scenari dell’economia. Perché andarci? Per la facilità con cui si raggiungono i mercati emergenti

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Terza puntata del diario dello study tour a Singapore organizzato da InnovAction Lab. Partecipano Carlo Alberto Pratesi, Roberto Magnifico e il team di Leevia. Fotografie di Piero Borgo

“Nasi Padang”, “Halal”, “Vegetarian”, “Japanese”, “Western”, “Chinese”, “Mix Vegetarian Rice”, “Pizza”, “Indian”, “Chicken Rice”. Potreste pensare che questo sia l’elenco  dei diversi piatti di un menù. Sbagliato! Quelli che avete appena letto sono i diversi ristoranti che complessivamente costituiscono una delle tre mense universitarie della NTU Nanyang Technology University di Singapore. Quella dove abbiamo mangiato oggi è la più piccola. Non sappiamo cosa venga offerto come assortimento nelle altre più grandi. Ogni diversa cucina ha la sua fila ordinatissima  di studenti che vengono da tutte le parti del mondo. Alla NTU sono 35.000 dei quali solo il 40% locali, mentre gli stranieri provengono da ben 70 diversi paesi. Invece, gli studenti di PhD sono per l’80% stranieri. I docenti sono 6.200.

Gli Study Tour di InnovAction Lab sono stati organizzati in Silicon Valley e in Israele, ma da nessuna parte abbiamo apprezzato una simile varietà di nazionalità, culture e provenienze. Sembra di essere all’assemblea generale dell’ONU. Ma cosa spinge ragazzi europei, americani, australiani, africani e, ovviamente, asiatici a venire a studiare qui? 

Intanto un sistema che evolve velocemente per assecondare i mutati scenari dell’economia. Oggi il mondo ha bisogno di imprenditori? Bene, le università creano dipartimenti ad hoc, arruolano i migliori professionisti e allestiscono gli spazi adatti ad ospitare spin off e startup. Questa mattina abbiamo visitato l’Innovation Center della NTU: circa 10.000 mq adibiti a sale riunioni, uffici, spazi di co-working, laboratori e attrezzatissimi fablab per i maker. Qui si organizzano startup bootcamp, hackathon e seminari con i più interessanti speaker internazionali. Abbiamo intervistato Viktor Cheng e David Yeow Kok Hee della Nanyang Innovation & Enterprise Office (NIEO), l’ufficio che si occupa del trasferimento tecnologico, la commercializzazione e la gestione delle nuove tecnologie, dei brevetti, della proprietà intellettuale e delle invenzioni che nascono nelle diverse facoltà dell’ateneo. Sono loro che gestiscono l’incubazione e l’accelerazione di tutte le startup che nascono da progetti di ricerca alla NTU. In pratica mettono in atto tre processi:

a) NRF Proof-of-concept (POC), procedura per ottenere un grant da parte della National Research Foundation;

b) commercializzazione di brevetti e/o invenzioni;

c) gestione della proprietà intellettuale. E questo  non soltanto per startup ma anche per prodotti hardware e software da rilasciare su licenza.

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Lo stesso approccio, con taglio ancora più “open”, lo abbiamo trovato questo pomeriggio nell’università concorrente: la NUS National University of Singapore della quale abbiamo visitato con Chern Sun Gang l’incubatore [email protected], nato in partnership tra l’università e Innov8, il fondo di venture capital di SingTel.

«Perchè siamo venuti qui? – ci ha risposto Giuseppe Tedeschi Founder di JoinMeThere, una startup di video contest costituita da ragazzi pugliesi e incubata in Plug-In@Blk71- presto detto: da qui possiamo raggiungere facilmente ognuno dei mercati emergenti del sudest asiatico, abbiamo agevolazioni fiscali e supporto di ogni tipo per le nuove imprese. Che senso avrebbe stare altrove?». Accanto a lui abbiamo trovato Gina Quek Petterson, founder and CEO di Youbusk, una social video app per cantanti e musicisti: lei è venuta da Brisbane in Australia dopo una laurea in Marketing e Communication.

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